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20 December 2012

IL “DECRETO SVILUPPO” : LE PRINCIPALI NOVITÀ IN MATERIA DI CONCORDATO PREVENTIVO

Il testo del decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2012 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 26.6.2012, n.147 – introduce significative modifiche al corpo della legge fallimentare in tema di concordato dirette a:

  • proteggere l’impresa nella fase delle trattative e di accesso alla procedura da azioni aggressive dei rolex replica watches uk creditori sociali;
  • rafforzare la possibilità di mantenere il valore dell’impresa anche nell’interesse dei creditori sociali ponendo, tra l’altro, una concreta disciplina al concordato con continuità aziendale;
  • consentire, entro determinati limiti, di rimodellare l’impresa in concordato attraverso lo scioglimento da contratti divenuti non più funzionali ai fini aziendali.
  1. Riforma art.161 LF : è prevista la possibilità per l’imprenditore di depositare il ricorso per l’ammissione alla procedura concordataria riservandosi di presentare la proposta di concordato, il pianto e la documentazione ancillare alla proposta in un termine,fissato dal giudice, compreso tra 60 e 120 giorni ( eventualmente prorogabile per ulteriori 60 giorni). Poiché alla data di pubblicazione nel Registro delle Imprese dell’intervenuto deposito del ricorso di cui sopra, opera per i creditori il divieto di inizio e prosecuzione di azioni esecutive o cautelari nonché il divieto di acquisire titoli di prelazione, la norma consente di ottenere, con formalità mionime, un vero e proprio “ombrello” ( c.d. “automatic stay”) contro le iniziative di eventuali creditori aggressivi .
  2. Inefficacia delle ipoteche giudiziali : le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. Si scoraggia in tal modo il creditore aggressivo a cercare di battere in velocità gli altri creditori per acquisire una garanzia nuova.
  3. Scioglimento dei contratti pendenti : Il nuovo art.169 bis L.F. prevede che il debitore ( sia in sede di deposito del ricorso per l’ammissione alla procedura, sia successivamente all’intervenuta ammissione) possa, con alcune eccezioni, chiedere l’autorizzazione del Tribunale a “sciogliersi dai contratti in corso di esecuzione alla data della presentazione del ricorso”. Se l’autorizzazione allo scioglimento viene concessa, il contraente dell’imprenditore in concordato ha diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno per inadempimento, ma tale pretesa è soddisfatta come credito anteriore al concordato ( e quindi soggetta alla falcidia concordataria al pari di tutti gli altri crediti non privilegiati per titolo anteriore alla procedura).
  4. Il nuovo art.182 quinquies L.F. : si consente all’imprenditore , in sede di deposito della domanda di accesso alla procedura concordataria, di richiedere al Tribunale l’autorizzazione a contrarre finanziamenti prededucibili ( a condizione che vi sia una relazione dell’attestatore che confermi che tali finanziamenti sono funzionali alla miglior soddisfazione dei creditori ) anche eventualmente garantiti da pegno o ipoteca.
  5. Il nuovo art.186 bis L.F. :  viene introdotta una specifica disciplina per i concordati “con continuità aziendale”, ossia per quei concordati il cui piano preveda “la prosecuzione dell’attività di impresa da parte del debitore” ovvero “la cessione dell’azienda in esercizio” , ovvero ancora, “ il conferimento dell’azienda in esercizio in una o più newco”.
  6. Il nuovo art. 182 sexies L.F. : recependo un orientamento dottrinale da tempo formatosi, il Decreto Sviluppo, sancisce ora la sospensione – per il periodo intercorrente tra il deposito della domanda di accesso al concordato preventivo e la data del relativo provvedimento di omologazione – degli obblighi previsti dal Codice civile inerenti la ricostituzione del capitale sociale integralmente o parzialmente perso.

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