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01 January 2013

NOVITA' IVA 2013

A partire dal 1° gennaio Juan Pablo Montoya Replica 2013 viene completamente riscritto l’art.21, DPR n.633/72 al fine di:

  • rendere obbligatori diversi o ulteriori elementi che la fattura deve contenere;
  • inserire regole attinenti all'inserimento di specifiche indicazioni delle operazioni senza addebito di Iva;
  • breitling copy watches
  • prevedere nuove regole per effettuare la conversione in euro degli ammontari espressi in valuta estera.

Più possibilità nella numerazione delle fatture

L’adeguamento della normativa Iva nazionale alla Direttiva Comunitaria ha comportato, a far data dal 1 gennaio 2013, una modifica dell’articolo 21 del Decreto Iva laddove si parla di “numerazione delle fatture”.

La versione in vigore fino al 31/12/12 parlava di numerazione “in ordine progressivo per anno solare” mentre la nuova disposizione in vigore dal 1/1/13 parla di “numero progressivo che la identifichi in modo univoco”.

Questa nuova formulazione della norma ha fatto

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temere a tutti gli operatori che le cose fossero cambiate, nel senso che non fosse più possibile adottare la numerazione progressiva per anno solare (per intenderci, ripartire da 1 all’inizio di ciascun anno solare).

 

Di certo una modifica la novella legislativa l’ha prodotta: a decorrere dal 1° gennaio 2013, può (e non “deve”) essere adottata una numerazione progressiva che, partendo dal numero 1, prosegua ininterrottamente per tutti gli anni solari di attività del contribuente, fino alla cessazione dell’attività stessa.

A dirimere i dubbi sopra descritti è intervenuta l’Agenzia delle Entrate che con la Risoluzione n.1/E del 10/01/13 ha precisato quanto segue

 

Peraltro, qualora risulti più agevole, il contribuente può continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto l’identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura

 


Agli operatori, dunque, si profilano a partire dal 1° gennaio 2013 diverse possibilità in tema di numerazione delle fatture:

*

proseguire nel 2013 e successivi con la numerazione progressiva del 2012 (e cioè, se l’ultima fattura emessa nel 2012 è la n.511 la prima del 2013 sarà la 512);

 

 

*

iniziare dal 2013 una numerazione progressiva che a fianco al numero attribuito alla fattura indichi l’anno di emissione (e cioè, partire con la 1/2013, 2/2013, 3/2013 e così via, e dal 2014 ripartire con la 1/2014, 2/2014 …..);

 

 

*

adottare nel 2013 la “tradizionale” numerazione progressiva per anno solare (1,2,3,4 e così via) e dal 2014 e per i successivi ripartire con la medesima numerazione (1,2,3,4…).

 

Obbligatoria indicazione dei dati identificativi del cessionario e del prestatore

Ulteriore novità sul contenuto della fattura è prevista dall’art.21, co.2, lett. f), del DPR n.633/72, in cui si dispone che nella fattura sia indicato:

  • il numero di partita Iva del cessionario o committente soggetto passivo nel territorio dello Stato;
  • il numero di codice fiscale del cessionario o committente residente nel territorio dello Stato laddove quest’ultimo non agisca nell’esercizio d’impresa o arte e professione (ad esempio un privato).

Va precisato che l’indicazione della partita Iva del cessionario o committente seppur non richiesta fino al 31 dicembre 2012 tranne i casi in cui tale soggetto era tenuto ad assolvere l’imposta (ad esempio, nei casi di applicazione del meccanismo dell’inversione contabile), veniva comunque effettuata posto che ulteriori adempimenti già richiedevano in passato l’indicazione della partita Iva del cessionario o committente (elenchi clienti e fornitori, spesometro, ecc.).

Viene poi ulteriormente previsto che se l’acquirente o committente è un soggetto passivo d’imposta in altro Stato UE, si deve indicare in fattura il numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato membro, mentre alcun obbligo in tal senso è previsto in presenza di acquirente o committente “privato” residente in altro Stato Ue, ovvero laddove la controparte sia stabilita in un Paese extra-Ue (privato o soggetto che agisce nell’esercizio d’impresa o arte e professione).

 

Specifica indicazione delle operazioni non soggette ad Iva

Viene prevista la standardizzazione delle espressioni che qualificano la mancata applicazione dell'imposta da parte dell'emittente del documento.

In particolare, qualora l'operazione da fatturare non comporti l'addebito di imposta, è necessario indicare la tipologia di operazione (non imponibile, esente, non soggetta, ecc.) ed eventualmente il relativo riferimento normativo (nazionale o comunitario).

Va ricordato che fino al 31/12/12 l’art.21, DPR n.633/72 richiedeva esplicitamente l'indicazione della norma, senza che fosse indicata la tipologia dell'operazione.

Le indicazioni da evidenziare in fattura possono essere così riepilogate.

Tipo di operazione

Obbligatoria dicitura in fattura

Operazione non imponibile ai sensi degli artt.8, 8-bis, 9 e 38- quater, DPR n.633/72

Operazione non imponibile

Cessione intracomunitaria di beni ex art.41, D.L. n.331/93, conv. con modif. dalla L. n.427/93

Operazione non imponibile (*)

 

(*) L'indicazione non è contenuta nell'art.21, DPR n.633/72 bensì nell'art.46, co.2, D.L. n.331/93

Operazione esente ai sensi dell'art.10, DPR n.633/72 ad eccezione di quella di cui al n.6)

Operazione esente

Cessione di beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggetta ad Iva ai sensi dell'art.7-bis, co.1, DPR n.633/72

Operazione non soggetta

Cessione di beni e prestazione di servizi, diverse da quelle di cui all'art.10, co.1, nn. da 1) a 4), DPR n.633/72, territorialmente non rilevanti, effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori dell'imposta in altro Stato Ue

Inversione contabile

Cessione di beni e prestazione di servizi, territorialmente non rilevanti, effettuate nei confronti di soggetti stabiliti fuori dalla Ue

Operazione non soggetta

Cessione di beni usati rientranti nel regime del margine di cui al D.L. n.41/95, conv. con modif. dalla L. n.85/95

Regime del margine - Beni usati

Cessione di oggetti d'arte rientranti nel regime del margine di cui al D.L. n.41/95

Regime del margine - Oggetti d'arte

Cessione di oggetti d'antiquariato o da collezione rientranti nel regime del margine di cui al D.L. n.41/95

Regime del margine - Oggetti d'antiquariato o da collezione

Operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo soggette allo speciale regime del margine di cui all'art.74-ter, DPR n.633/72

regime del margine - Agenzie di viaggio

Fatture emesse dal cessionario o dal committente in virtù di un obbligo proprio (art.21, co.6-ter, DPR n.633/72)

Autofatturazione

Operazioni soggette al regime del reverse charge interno ai sensi dell'art.17, co. 5 e 6, DPR n.633/72

Inversione contabile

Cessione di rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi e materiali di scarto in genere ai sensi dell'art.74, co.7 e 8, DPR n.633/72

Inversione contabile

 

Conversione di importi in valuta

Mutuando quanto già precedentemente stabilito in relazione agli acquisti intracomunitari, nell’art.13 del DPR n.633/72 viene previsto che

 

"i corrispettivi dovuti e le spese e gli oneri sostenuti in valuta estera sono computati secondo il cambio del giorno di effettuazione dell'operazione o, in mancanza di tale indicazione nella fattura, del giorno di emissione della fattura".

 

In mancanza, il computo è effettuato sulla base della quotazione del giorno antecedente più prossimo.

Inoltre, il contribuente, ai fini della conversione in euro, può prendere a riferimento il tasso di cambio pubblicato dalla Banca Centrale Europea (Bce), utilizzando tale metodologia per tutte le operazioni effettuate nell'anno solare.

Va, infine, segnalato che, probabilmente, a causa di una dimenticanza nella nuova formulazione dell’art.21, DPR n.633/73 è scomparsa la disposizione che consentiva di esprimere gli importi in qualsiasi valuta (ad eccezione della sola imposta, che va espressa in euro).

Si ritiene che tale possibilità rimanga comunque immutata posto che tale previsione discende direttamente dall'art.230 della Direttiva 2006/112/CE.


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